Castello Isimbardi - Castello d'Agogna

Il castello, eretto nel Medio Evo, divenne patrimonio dell'imperatore Federico I detto il Barbarossa nel 1164. Oggi è gestito dalla Fondazione Vera Coghi.

Galleria Fotografica
Castello Isimbardi - Castello d'Agogna - Immagine: 1
Descrizione articolo

Il nome trae origine dal torrente Agogna che corre poco distante e sorge non lontano dal guado che collega Mortara a Cozzo, luogo di passaggio della Via Francigena.

Probabilmente la costruzione del castello risale intorno al XII o XIII secolo, forse in corrispondenza di un complesso militare (castrum) romano. Le prime notizie risalgono ad un documento del 1376. Qualche anno più tardi, il luogo è nuovamente citato, questa volta come “Castrum Agogne eiusque villam”, indicando la presenza quindi di un villaggio.

Dai documenti ancora presenti all’interno del castello (l’importante Archivio Isimbardi) si possono tracciare le vicende delle varie proprietà che si susseguono, a partire dai primi proprietari, i Della Torre, passando per gli Isimbardi (dalla seconda seconda metà del XVII secolo fino al 1909), per concludersi con i Gregotti (facoltosi agricoltori locali) e Vera Coghi ne è stata l’ultima erede. Deceduta nel 2007, lascia il suo intero patrimonio a opere di beneficenza e di solidarietà sociale, con la creazione della Fondazione Vera Coghi, attuale proprietaria del Castello.

L’edificio (notevolmente modificato nel corso dei secoli) ha tradizionale impianto quadrato, tipico dei castelli di pianura lombarda. Vi sono però alcune particolarità, come la presenza di una sola torre angolare decorata da alcuni fregi in cotto e dove sono ancora visibili tracce di monofore a tutto sesto. L’ingresso principale avviene attraverso la torretta della fronte sud orientale, che sporge verso il fossato e reca ancora le tracce del ponte levatoio e della ponticella pedonale. Le attuali finestre sono state aperte in epoca piuttosto recente, tra il tardo Settecento e il primo Novecento.

Il Castello è circondato da un ampio parco, al cui interno si trovano una serie di edifici di varie epoche (alcuni molto recenti) e tra loro si trova anche una struttura che ospita una straordinaria testimonianza del passato della Lomellina, una micropila in legno del 1930 che riproduce il processo di lavorazione del riso (sbramatura del risone, separazione della lolla, sbiancatura del riso sbramato).

Il Castello Isimbardi è ora sede di mostre temporanee e permanenti, e utilizzato anche come sede per eventi (congressi, matrimoni).


L’Associazione Vigevano Promotions organizza itinerari su misura di mezza o una giornata per accompagnare gruppi di visitatori alla scoperta delle storie e leggende in essi custodite.
Per informazioni sulle visite guidate:

tel: +39 351 8782734
e-mail: info@vigevanopromotions.it

[Per segnalare eventuali refusi/errori usa la form di contatto. Grazie per la collaborazione.]
Luoghi di interesse
La pagina in cui ti trovi rappresenta un luogo di interesse appartenente ad un itinerario, clicca qui per vederlo completo
Prosegui la scoperta del territorio attraverso i nostri itinerari, clicca qui per vederli tutti
Luogo successivo dell'itinerario
Castello di Cozzo - Castello Gallarati Scotti
Castello di Cozzo - Castello Gallarati Scotti
Il castello, dapprima proprietà dei Confalonieri, fu venduto ai novaresi Caccia e, nel 1465, ai Gallarati, ancora oggi proprietari. Il castello della frazione Celpenchio risale al XIV secolo. Proprietà privata.
Luogo precedente dell'itinerario
Castello di Villanova - Cassolnovo
Castello di Villanova - Cassolnovo
Il castello situato alla frazione Villanova, risalente al XIV secolo, fu residenza di campagna dei duchi Sforza che lì sperimentarono per la prima volta la coltivazione del riso in Lomellina.